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SINDROME METABOLICA E SEDENTARIETA’

  • Arianna Antiga
  • 7 feb 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Lo stile di vita occidentale, caratterizzato da una ridotta attività fisica e una dieta ricca di grassi, carboidrati raffinati e proteine ​​animali, è associato ad un'alta prevalenza di patologie di cui si è parlato nel precedente blog (sovrappeso, sindrome metabolica, resistenza all'insulina e alti livelli plasmatici di numerosi fattori di crescita e ormonali).

Per sindrome metabolica si intende, in ambito medico, una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare che comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente in un paziente.

Le condizioni che predispongono allo sviluppo della sindrome metabolica sono diverse, tutte strettamente associate alla sedentarietà, e sono le seguenti: presenza di una quantità eccessiva di grasso corporeo, specie a livello addominale, il cosiddetto grasso viscerale, con variazione del rapporto peso altezza (BMI), ma anche legato all’eccessiva circonferenza vita (valori soglia >102 cm nell’uomo e >88 cm nella donna); presenza di elevati valori di colesterolo LDL e trigliceridi nel sangue (trigliceridemia >150 mg/dl) e bassi livelli di colesterolo HDL (valore soglia <40 mg/dl nell’uomo e <50 mg/dl nella donna); ipertensione arteriosa (valori pressori >140/90); resistenza all’insulina con conseguente iperglicemia (valori glicemia a digiuno >110 mg/dl). Più alto è il numero di queste condizioni/sofferenze maggiore è la probabilità di sviluppare la sindrome metabolica.

E’ una malattia complessa che comprende una costellazione di segni e sintomi che aumentano il rischio di un soggetto nello sviluppare malattie, in particolare malattie cardiache, oncologiche, e diabete mellito di tipo 2. Questi sono spesso correlati allo stile di vita della persona (peso eccessivo, vita sedentaria, scorretta nutrizione) o a situazioni patologiche preesistenti (obesità, ipercolesterolemia).

Nonostante i "colossali danni" che può provocare la sedentarietà, essa non è sufficientemente percepita come patologica, anche se, correlata ad una scorretta alimentazione, può essere causa di rischio di sovrappeso e obesità. L’eccesso di peso corporeo viene definito dall'indice di massa corporea (BMI) che comprende soggetti in sovrappeso con BMI ≥ 25-29,9 kg / m (2) o obesi con BMI ≥ 30 kg / m ( 2).



 
 
 

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Dott.ssa Arianna Antiga

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